Politiche sociali: dossier sulle risorse finanziarie a cura dell’Ufficio Servizi Istituzionali ANMIL


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Il settore “Sanità e Politiche Sociali” della Segreteria della Conferenza delle Regioni ha aggiornato il “Dossier” dedicato alle “Risorse finanziarie per le politiche sociali”.

La documentazione è stata suddivisa in due volumi ed è consultabile nell’archivio della sezione “sociale” del sito www.regioni.it.

 

Il primo volume fornisce informazioni e dati relativi al “Fondo Nazionale Politiche Sociali” (“FNPS”) nell’arco temporale che va dal 2004 al 2013.

Il periodo preso in esame è significativo per le Regioni che nel 2004 hanno avuto il finanziamento più cospicuo - 1000 milioni di euro - dimezzato nell’anno successivo e poi gradualmente, ma non totalmente, recuperato grazie ad un percorso in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di particolare attenzione al FNPS.

Il taglio consistente del Fondo nell’anno 2005, a fronte di un impegno assunto dal Governo di confermare l’entità del precedete anno, ha portato alla rottura dei rapporti istituzionali fra Governo e Regioni, con iniziative di Regioni, Comuni, Province ed Associazioni sindacali per sensibilizzare l’opinione sulla grave emergenza delle politiche sociali.

La certezza di risorse in questo settore che serve a garantire ai cittadini servizi sociali programmati sul territorio e rivolti spesso alle fasce sociali più deboli, alla famiglia, agli anziani, ai minori, ai disabili è stata sollecitata con forza dalle Regioni al Governo ogni anno in vista delle manovre finanziarie.

Nel dossier sono raccolti gli atti repertoriati della Conferenza Unificata relativi ai riparti del Fondo, gli stralci dei documenti della Conferenza recanti parere ed osservazioni ai DPEF ed ai DDL delle finanziarie proposti dal Governo.

Nelle sedi istituzionali di confronto, in particolare il 13 ottobre 2012 all’incontro tra il Presidente Errani e l’allora Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, le Regioni hanno sottolineato la necessità di risorse adeguate, senza costanti tagli al settore avanzando altresì proposte di revisione.

In particolare quella della confluenza nel FNPS dei diversi finanziamenti previsti nelle leggi finanziarie dedicati ad altri interventi di carattere sociale - si pensi ai fondi per le politiche della famiglia, per l’infanzia e per l’adolescenza, per le pari opportunità, per le politiche giovanili - per dare una risposta certa ed organica e consentire alle Regioni scelte funzionali alla programmazione regionale complessiva del sociale, essendo questa una competenza esclusiva delle Regioni.

Spesso infatti ci si è trovati di fronte a stanziamenti diversi e frammentati senza alcun collegamento al FNPS. La necessità di istituire un Fondo unico è stata ribadita da ultimo anche al nuovo Governo “Letta”.

Sullo sfondo rimane poi il lavoro cominciato diversi anni fa con le amministrazioni centrali interessate, ma mai concluso, della definizione dei LIVEAS mediante i quali finalizzare i finanziamenti ad interventi e piani organici e rispondenti ad una reale programmazione sul territorio regionale.

L’organicità delle risorse ed un lavoro di concertazione di respiro pluriennale fra Regioni e Governo potrebbe portare come proposto dalla stessa Conferenza, in analogia con il Patto per la Salute, ad un Patto per la Politiche Sociali.

In data 8 luglio 2010 con l’intesa sancita in Conferenza Unificata è stato rifinanziato il FNPS per l’anno 2010 che risulta però ulteriormente ridotto rispetto al 2009. È stato approvato, ai fini dell’acquisizione dell’intesa, un documento dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che riformula l’art. 6 dello schema di decreto prevedendo che: “Ulteriori risorse derivanti da provvedimenti di reintegro del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali per l’anno 2010, vista la situazione di straordinaria necessità determinatasi a causa degli eventi sismici del 2009, saranno prioritariamente assegnate alla Regione Abruzzo”.

La Legge 13 dicembre 2010 n. 220 - Legge di stabilità ha incrementato il FNPS 2011 di 200 milioni di euro, ma ha reso allo stesso tempo indisponibile una somma pari a € 55.790.695,00 sul capitolo di bilancio 3671 “Fondo da ripartire per le politiche sociali” iscritto nello stato di previsione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Legge 15 luglio 2011 n. 111 - I Manovra estiva ha previsto l’adozione di una RIFORMA FISCALE E ASSISTENZIALE da adottare entro il 30 settembre 2013. Tale termine è stato anticipato di un anno - 30 settembre 2012 - dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148 - II Manovra estiva.

In data 5 maggio 2011 con l’intesa sancita in Conferenza Unificata è stato rifinanziato il FNPS per l’anno 2011. L’intesa è stata espressa con una raccomandazione di Regioni e ANCI che hanno valutato con grande preoccupazione la decisione assunta dal Governo di operare l'accantonamento previsto in ragione dell'andamento dei proventi derivanti dalla cessione dei diritti d'uso delle frequenze per servizi di comunicazione a banda larga, pari a 55.790.695,00 milioni di euro, sul Fondo Nazionale per le Politiche Sociali.

Nella stessa occasione del Riparto, la Conferenza ha espresso, nel documento approvato, molta preoccupazione e disagio per l’andamento che hanno assunto i finanziamenti nazionali delle Politiche Sociali e della Famiglia: a partire dal mancato rifinanziamento del Fondo per le non Autosufficienze, al Fondo Nazionale Politiche Sociali, già fortemente penalizzato con i tagli alla finanza regionale del 2010, che ha subito una ulteriore decurtazione di 55 milioni di euro rendendolo pari al 47% di quanto è stato erogato nel 2010, a sua volta già molto decurtato rispetto le precedenti annualità. Le Regioni hanno inoltre chiesto che il percorso verso un Federalismo reale porti lo Stato a trovare con le stesse e con le Autonomie Locali la più ampia collaborazione, nel rispetto dei ruoli, per giungere alla definizione dei LEP e che vengano ripristinati i fondi con la capienza individuata nel difficile percorso dalla Legge di stabilità finanziaria al Decreto Milleproroghe.

L’esigenza della definizione dei c.d. LIVEAS è stata riconosciuta dal decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 recante: “Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario”. Il decreto ha infatti previsto, all’articolo 13, che vengano determinati i livelli essenziali di assistenza e dei livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale.

La Legge 15 luglio 2011 n. 111 - I Manovra estiva - a tal proposito fa riferimento ai livelli essenziali delle prestazioni previsti dal suddetto decreto, per cui vanno definiti indicatori quantitativi e qualitativi relativi agli output dei servizi resi.

In sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 22 settembre 2011 è stato, infine, approvato un documento di riflessioni e proposte sulle Politiche Sociali nel quale sono state evidenziate le conseguenze dei “tagli” effettuati nel settore.

È intervenuta poi la Legge di stabilità 2012 - Legge 12 novembre 2011, n. 183 - che ha prorogato il Fondo per i nuovi nati fino al 2014, ha previsto sostegni ai non vedenti e ha stanziato, sul capitolo di bilancio 3671 “Fondo da ripartire per le politiche sociali”, 70 milioni per il 2012 e 45 milioni sia per il 2013 che per il 2014.

La prima legge del Governo Monti, insediatosi il 16 novembre 2011, è stata la Legge 22-12-2011 n. 214 c.d. Salva Italia. Nell’ambito delle politiche sociali ha previsto in particolare la revisione delle modalità di determinazione dell’ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente), i cui risparmi saranno versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l'attuazione di politiche sociali e assistenziali; ha previsto inoltre l’aumento di due punti percentuali dell’IVA a decorrere dall’anno 2012, modificando quanto previsto dalla Legge 111/2011, misura che scatterà qualora non vengano adottati entro il 30 settembre 2012 provvedimenti legislativi in materia di riforma fiscale ed assistenziale.

La Legge 4 aprile 2012 n. 35 recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo ha costituito un altro importante tassello del Governo Monti che, nell’ambito delle politiche sociali, ha previsto in particolare: l’avvio della sperimentazione, finalizzata alla proroga del programma “carta acquisti” (c.d. social card), anche al fine di valutarne la possibile generalizzazione come strumento di contrasto alla povertà assoluta; la semplificazione in materia di documentazione per le persone con disabilità e patologie croniche; la semplificazione dei flussi informativi in materia di interventi e servizi sociali, del controllo della fruizione di prestazioni sociali agevolate, per lo scambio dei dati tra Amministrazioni e in materia di contenzioso previdenziale.

Alla luce delle manovre finanziarie che si sono succedute dal 2010 al 2012 che hanno influito pesantemente sui finanziamenti statali a favore delle Politiche Sociali, che nell’ultimo quinquennio sono stati ridotti del 93%, generando la necessità di garantire un forte impegno istituzionale, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella riunione del 19 aprile 2012 ha approvato e trasmesso al Presidente del Consiglio, richiedendo un incontro urgente, un documento che analizza il quadro di riferimento e le gravi problematiche che stanno generando forti preoccupazioni sulla tenuta del sistema di Welfare.

In data 25 luglio 2012 in sede di Conferenza Unificata le Regioni hanno espresso la mancata intesa in merito al riparto delle risorse del FNPS 2012 consegnando una mozione per le Politiche sociali che mette in evidenza la gravità del momento. Preso atto del pesante depauperamento dei Fondi “strutturali” di carattere sociale da assegnare alle Regioni, la Conferenza ha anche chiesto un'interlocuzione con il Governo per ridiscutere anche il riparto delle somme previste nello schema di decreto (solo 10,8 mln per le Regioni) e per affrontare il prosieguo delle politiche sociali.

Per sostenere i programmi di risanamento dell’economia e per stimolare la crescita e la competitività, il Governo ha avviato la revisione della spesa pubblica che si è concretizzata nell’emanazione della Legge 135/2012 (c.d. Spending Review) che ha previsto in particolare:

- per l’anno 2013 una quota da destinare al Fondo per le non autosufficienze da ripartire con DPCM;

- l’autorizzazione per il 2012 della spesa massima di 495 mln al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi connessi al superamento dell'emergenza nord africa;

- l’istituzione presso il Min. Lav. di un fondo nazionale per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, la cui dotazione è costituita da 5 milioni di euro per l'anno 2012 per assicurare la prosecuzione degli interventi a favore dei minori stranieri non accompagnati connessi al superamento dell'emergenza;

- l’abrogazione del dlgs 31 marzo 1998, n. 109 e del dpcm 7 maggio 1999, n. 221 che disciplinavano i criteri unificati di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni sociali agevolate (ISEE).

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 4 ottobre 2012 ha approvato un documento recante: “DOCUMENTO PER UN’AZIONE DI RILANCIO DELLE POLITICHE SOCIALI” evidenziando in particolare una riduzione nel quadriennio 2009/2012 del 98% delle risorse nazionali a favore delle politiche sociali attribuite alle Regioni, a cui si sono aggiunti tagli orizzontali nei confronti di Regioni e Comuni.

Con il documento è stato infine chiesto al Governo di far confluire in un unico Fondo le risorse assegnate alle Regioni e la ricostituzione di un Fondo Nazionale per le Politiche Sociali per il 2013, che sia almeno pari al finanziamento 2009 (520.000.000 euro circa), corrispondente ad un 50% circa dei decrementi 2011/2012. A ciò, corrisponderà l’impegno regionale di non diminuire le risorse per riportare il funzionamento del sistema sociale a livelli accettabili.

Con la Legge 228/2012 (Legge di stabilità 2013) si è registrato un primo segnale di controtendenza sul fronte delle Politiche Sociali. Infatti a seguito dell’azzeramento dei finanziamenti registratosi nel 2012 a causa delle ultime manovre economiche, la legge ha previsto uno stanziamento sul Fondo Nazionale Politiche Sociali di 300 milioni di euro - quota alle Regioni - e di 275 milioni di euro per il Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2013. Nel sottolineare che le precedenti manovre hanno ridotto fortemente e in qualche caso azzerato le risorse per le politiche sociali, la Conferenza ha espresso apprezzamento per l’individuazione di fondi dedicati alla non autosufficienza e alla SLA nonché all’insieme delle politiche sociali. La Conferenza ha inoltre chiesto, in un documento approvato il 22 novembre 2012 e trasmesso al Presidente del Consiglio, che sia garantita la copertura confermando uno stanziamento, giudicato comunque minimo, per il fondo sociale.

In sede di Conferenza Unificata del 24 gennaio 2013 le Regioni hanno espresso l'intesa in merito al riparto delle risorse del FNPS 2013. Nel constatare che la Legge di stabilità 2013 ha dato un segnale positivo ai fondi, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha ribadito al Governo il grave problema dell'insufficienza complessiva delle risorse nel settore delle politiche sociali.

Il FNPS per l’anno 2013 risulta pertanto essere pari a 344 mln di cui 44 destinati al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e 300 mln destinati alle Regioni e alle Province autonome. A valere sulla quota destinata la Ministero sono finanziati per almeno 5 mln di euro interventi per l’accoglienza di minori non accompagnati. Le risorse vengono ripartite fra le Regioni utilizzando i criteri già adottati nei precedenti riparti. L’importante novità nel decreto è l’impegno delle Regioni ad utilizzare le risorse secondo i macro livelli e gli obiettivi di servizio individuati nel documento elaborato dalla Commissione Politiche Sociali.

Il II volume del Dossier di documentazione riporta i finanziamenti relativi alle politiche sociali anni 2004-2013 con particolare riferimento al “Fondo per la non autosufficienza”, “Fondo per le politiche della famiglia”, “Fondo per le politiche giovanili” e “Fondo per le pari opportunità”.

La certezza di risorse in questo settore che serve a garantire ai cittadini servizi sociali programmati sul territorio e rivolti spesso alle fasce sociali più deboli, alla famiglia, agli anziani, ai minori, ai disabili è stata sollecitata con forza dalle Regioni al Governo ogni anno in vista delle manovre finanziarie. Nel dossier sono raccolti gli atti repertoriati della Conferenza Unificata relativi ai riparti dei fondi più significativi del settore.

“Fondo per la non autosufficienza”

La legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge finanziaria 2007), ha istituito il Fondo Nazionale per le non autosufficienze, finalizzato a garantire, su tutto il territorio nazionale, l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti.

Al Fondo per le non autosufficienze sono stati assegnati inizialmente 100 milioni di euro per l’anno 2007, 300 milioni per il 2008 e 400 milioni per il 2009, da ripartire alle Regioni e alle Province autonome in funzione della popolazione anziana non autosufficiente e di indicatori socio-economici.

Con decreto interministeriale del 12 ottobre 2007 sono state ripartite alle Regioni e alle Province autonome le risorse, pari a 99 mln di euro, assegnate al Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2007, per cui è stata siglata l’intesa in sede di Conferenza Unificata il 4 settembre 2007.

In data 6 agosto 2008 è stato sottoscritto il decreto interministeriale per il trasferimento delle risorse per gli anni 2008 e 2009 alle Regioni e alle Province autonome, pari a 299 mln di euro, riprendendo i criteri di riparto e le modalità di utilizzo che erano stati stabiliti nel decreto del 2007, per cui è stata siglata l’intesa in sede di Conferenza Unificata il 20 marzo 2008.

Successivamente, in occasione del confronto con il Governo sul Patto per la Salute 2010-2012, è stata prevista - oltre alla separazione dal Fondo dei diritti soggettivi gestiti dall’INPS - un’integrazione del FNPS (30 milioni di euro) e soprattutto è stato rifinanziato per l’anno 2010 il Fondo per le non autosufficienze (400 milioni di euro) che aveva dato un minimo di sostenibilità ad alcuni settori del welfare in sofferenza.

In sede di Conferenza Unificata del 27 ottobre 2011 è stata sancita l’intesa sul Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2011 che ha destinato l'intero importo, pari a 100 milioni di euro, esclusivamente alla realizzazione di prestazioni, interventi e servizi assistenziali in favore di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), come previsto dalla Legge 220/2010 (Legge di stabilità 2011). Le Regioni hanno però sottoposto alla valutazione del Governo l’utilizzo delle risorse anche per altre disabilità gravi che hanno in comune con la SLA la completa mancanza di autonomia delle persone.

Con la Legge di stabilità 2012 il finanziamento per questa voce è stato azzerato.

Con la Legge 228/2012 (Legge di stabilità 2013) si è registrato un primo segnale di controtendenza sul fronte delle Politiche Sociali. Infatti a seguito dell’azzeramento dei finanziamenti registratosi nel 2012 a causa delle ultime manovre economiche, la legge ha previsto uno stanziamento sul Fondo Nazionale Politiche Sociali di 300 milioni di euro - quota alle Regioni - e di 275 milioni di euro per il Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2013. Inoltre l’art. 1 comma 109 della legge ha stabilito che le eventuali risorse derivanti dall’attuazione del piano straordinario di verifiche nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità, siano destinate ad incrementare il Fondo per le non autosufficienze, sino alla concorrenza di 40 milioni di euro annui.

Nella Conferenza Unificata del 24 gennaio 2013 le Regioni hanno espresso l'intesa sullo schema di decreto concernente il riparto delle risorse assegnate al Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2013. Nel constatare che la Legge di stabilita 2013 ha dato un segnale di controtendenza all'azzeramento dei fondi, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha ribadito al Governo il grave problema dell'insufficienza complessiva delle risorse nel settore delle politiche sociali.

 

“Fondo per le politiche della famiglia”

Il fondo per le politiche della famiglia è stato istituito con la legge 248/2006 al quale era stata assegnata la somma di 3 milioni di euro per l'anno 2006 e di dieci milioni di euro a decorrere dall'anno 2007 integrati dalle leggi finanziarie che si sono susseguite.

Il finanziamento di tale fondo ha subito una notevole diminuzione nel corso degli anni. In particolare per l’anno 2011 inizialmente per il fondo erano stati stanziati 25 milioni solo di competenza statale e considerato l’azzeramento delle risorse per le Regioni, nella riunione della Conferenza del 13 ottobre 2011 è stata espressa la mancata intesa. Successivamente è stata trasmessa una nuova versione dello schema di decreto che ha previsto un riparto di 25 mln tra le Regioni, rispetto ai 100 milioni degli anni precedenti, su cui è stata siglata l’intesa in sede di Conferenza Unificata del 2 febbraio 2012, da destinare esclusivamente ad azioni in materia di servizi socio-educativi alla prima infanzia e di assistenza domiciliare integrata per la componente sociale.

Per il 2012 invece sono state reperite tra i residui degli esercizi finanziari precedenti, 45 mln per le Regioni e le Province autonome e 10,8 mln di competenza statale, tali risorse sono state ripartite tramite intesa in sede di Conferenza Unificata del 19 aprile 2012.

 

“Fondo per le politiche giovanili”

 Con la legge 248/2006 è stato istituito anche il Fondo per le politiche giovanili che viene ripartito tra le Regioni tramite DPCM. L’iniziale stanziamento per le Regioni pari a 60 milioni di euro è sceso a 37 milioni per il 2010 (intesa in Conferenza Unificata del 7 ottobre 2010) per essere poi totalmente azzerato nel 2011.

Fino al 2010 le modalità di programmazione, realizzazione e monitoraggio delle iniziative regionali e delle Province autonome, da attuare con il cofinanziamento del Fondo, erano disciplinate mediante lo strumento dell'Accordo di Programma Quadro (APQ). Nella riunione della Conferenza Unificata del 7 luglio 2011 è stata modificata l'intesa siglata il 7 ottobre 2010, prevedendo in alternativa all'APQ, nei casi in cui gli interventi regionali non coinvolgano l'utilizzo di risorse FAS, l'Accordo annuale fra il Dipartimento della Gioventù e la singola Regione.

 

“Fondo pari opportunità”

Il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità è stato istituito nel 2006 dalla legge 4 agosto 2006 n. 248 con una dotazione iniziale di 3 milioni di euro, successivamente incrementata.

Il Fondo è stato poi incrementato con la Legge Finanziaria 2007 di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

Il 12 maggio 2009 il Ministro per le Pari Opportunità, visto il parere favorevole della Conferenza Unificata del 29 aprile 2009, con proprio decreto ha stabilito il riparto per l’anno 2009 delle risorse.

Le finalità individuate sono:

a. Interventi per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;

b. Iniziative di contrasto dei fenomeni di tratta e grave sfruttamento;

c. Politiche a favore delle pari opportunità di genere;

d. Politiche a favore dei diritti delle persone e pari opportunità per tutti;

e. Campagne nazionali di informazione e di sensibilizzazione.

In riferimento alla finalità a) Interventi per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in data 29 aprile 2010 in sede di Conferenza Unificata è stata siglata l’intesa sui criteri di ripartizione delle risorse, le finalità, le modalità attuative, ai sensi dell’art. 8 comma 6 della legge 5 giugno 2003 n. 131, per un importo complessivo di 40 milioni di euro. La quota parte del Fondo complessivamente destinata a finanziare le attività delle Regioni e delle Province Autonome è stabilita dall'Intesa in € 38.720.000 (96,8% delle risorse complessive) ed è stata ripartita applicando i seguenti criteri:

a) popolazione residente tra 0 e 3 anni (peso 50%);

b) tasso di occupazione femminile per la classe di età tra 15 e 49 anni (peso 20%);

c) tasso di disoccupazione femminile per la classe di età tra 15 e 49 anni (peso 15%);

d) % madri che hanno usufruito di congedi parentali (dato aggregato per circoscrizione geografica).

Successivamente con l'intesa del 25 ottobre 2012, in sede di Conferenza Unificata, sono stati ripartiti tra le Regioni 15 mln di euro in relazione alla conciliazione tempi di vita e di lavoro per l’anno 2012.

Considerata la totale incertezza di risorse in questo settore necessarie a garantire ai cittadini servizi sociali adeguati, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 4 ottobre 2012 ha approvato un documento recante: “DOCUMENTO PER UN’AZIONE DI RILANCIO DELLE POLITICHE SOCIALI” evidenziando la grave situazione del settore e richiedendo al Governo di affrontare il tema della non autosufficienza, che è tra i più drammatici e complessi problemi di questo Paese, aprendo un tavolo di confronto con i Ministeri del Welfare e della Salute, coinvolgendo le corrispondenti Commissioni Politiche Sociali e Salute della Conferenza delle Regioni e P.A., in modo da elaborare proposte condivise e fattibili nell’attuale situazione istituzionale ed economica.

Da ultimo è stata ribadita al nuovo Governo “Letta” la necessità di istituire un unico Fondo superando la frammentarietà dei finanziamenti al fine di fermare lo smantellamento dei servizi sociali e prevedere la confluenza delle risorse che risponda ad un’esigenza di una programmazione regionale organica e strutturata sul territorio.

 

a cura dell’Ufficio Servizi Istituzionali ANMIL