Blocco delle assunzioni e deroghe in favore delle categorie protette


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Lavoro Disabili

  

Il peggioramento del quadro finanziario e l’esigenza di assicurare obiettivi di risparmio certi, nell’ambito del rispetto del pareggio di bilancio richiesto dalla Banca centrale europea, ha portato il legislatore nazionale, anche nel corso dell’ultimo anno, ad intervenire sulla pubblica amministrazione con un nuovo blocco delle assunzioni sancito dall’art. 2 della L. 135/2012.
Occorre in ogni caso ricordare come da oltre un decennio il nostro ordinamento preveda disposizioni di blocco delle assunzioni e di sostituzione parziale delle cessazioni, con percentuali diverse e con misure differenti per i vari settori.
Tali disposizioni hanno avuto tuttavia ripercussioni negative specialmente nei confronti delle categorie più svantaggiate, come gli invalidi del lavoro che, non essendo stati oggetto di una specifica deroga all’interno della norma, hanno visto sempre calpestare le poche garanzie offerte dalla L. 68/99 sul collocamento mirato.
Tuttavia, come già anticipato, il decreto legge in materia di razionalizzazione nelle Pubbliche Amministrazioni (DL 101/2013 art. 7 co. 6 e 7), in vigore dal 1° settembre, contiene per la prima volta una deroga al divieto di nuove assunzioni per le amministrazioni con personale in eccedenza o in soprannumero.
Fino ad oggi, infatti, la decisione ultima di offrire una salvaguardia in favore delle categorie più svantaggiate, ed in particolare in favore degli invalidi del lavoro, era rimessa al parere del Dipartimento della Funzione Pubblica che, tuttavia, non avendo forza di legge, non si è sempre dimostrata sufficiente a derogare al divieto di nuove assunzioni imposto dalle norme.
Senza dover risalire troppo nel tempo, negli ultimi anni si sono susseguiti provvedimenti analoghi con cadenza quasi annuale.
Nel 2009, il DL 78/2009 (cd. decreto anticrisi) poi convertito in L. 102/2009 aveva previsto il blocco delle assunzioni all’art. 17 co. 7.
All’indomani della pubblicazione del DL 78/2009 ed ancor più nei mesi successivi, si levarono tuttavia diffuse proteste – la più incisiva delle quali è giunta dalla FISH – sugli effetti che tale blocco avrebbe cagionato alle persone con disabilità che tentano, già con notevoli  difficoltà, l’ingresso nel mondo del lavoro.
Grazie anche a queste pressioni, una circolare del dipartimento della funzione Pubblica la n. 6 del 14 dicembre 2009 riservò un’attenzione particolare ai lavoratori con disabilità, precisando che, rispetto al divieto di nuove assunzioni “si ritiene siano esclusi dal divieto le categorie protette, nel limite del completamento della quota d’obbligo. Trattasi di una categoria meritevole di tutela in quanto rientrante tra le fasce deboli della popolazione che rimane normalmente esclusa dai blocchi e dai vincoli assunzionali, attesa l’esigenza di assicurare in maniera permanente l’inclusione al lavoro dei soggetti beneficiari della normativa di riferimento”.   
Allo stesso modo, la L. 220/2010 ( legge finanziaria 2011) aveva previsto il blocco delle assunzioni per il triennio 2011/2013 ed ancora il DL 78/2010 convertito nella L. 122/2010 aveva ribadito tale divieto, dettando ulteriori misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria.
Ciò nonostante, anche in questo caso e sulla scorta della parere già espresso nel 2009, il Dipartimento della Funzione Pubblica ritenne di dover escludere dal divieto le categorie protette.
Come ANMIL, all’indomani del blocco delle assunzioni sancito dalla L. 135/2012, abbiamo scritto al Ministro per la p.a. e la semplificazione, Prof. G. D’Alia, richiamando i precedenti pareri espressi dal Dipartimento della Funzione Pubblica nel 2009 e nel 2011 e chiedendo l’adozione di un provvedimento che dirimesse una volta per tutte l’equivoco.
Grazie anche al nostro intervento, il governo ha introdotto pertanto una norma (art. 7 co. 6 e 7 DL 101/2013) per  bilanciare l’interesse generale alla riduzione dei costi della P.A. con la tutela del diritto fondamentale al lavoro per le categorie più deboli. Come osservato dal Viceministro Maria Cecilia Guerra questa disposizione “costituisce ulteriore conferma dell’impegno a porre particolare attenzione all’inserimento lavorativo dei disabili assunto con il Piano di azione sulla disabilità”.