La tutela integrata del lavoratore e la responsabilità dell’INAIL nell’erogazione di prestazioni di assistenza sanitaria

a cura dell’Ufficio Servizi Istituzionale ANMIL

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tutela integrata del lavoratore

  

Negli ultimi anni la missione istituzionale dell’INAIL si è notevolmente arricchita di profili che hanno fatto dell’Istituto il fulcro di una vera e propria tutela integrata del lavoratore, che si concretizza in quattro segmenti cardine: prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento.

Una parte importante di questo processo è stata avviata con l’approvazione del d.lgs. 106/2009, il decreto correttivo del Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che ha sancito la riconduzione all’INAIL della responsabilità per l’erogazione di prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa non ospedaliera.

Tale disposizione normativa è stata seguita, il 2 febbraio 2012, dell’approvazione dell’Accordo Quadro tra Stato, Regioni e Province Autonome che definisce le modalità di erogazione di prestazioni di assistenza sanitaria da parte dell’INAIL, garantendo la piena integrazione tra i livelli di tutela a carico del Servizio Sanitario Nazionale ed individuando ulteriori ambiti nei quali potrà svilupparsi la collaborazione tra Regioni e INAIL per una migliore tutela sanitaria degli infortunati sul lavoro e tecnopatici.

L’intesa è giunta a seguito di un lungo lavoro portato avanti dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INAIL per la completa attuazione delle disposizioni introdotte dal decreto 106/2009, che ha coinvolto direttamente anche l’ANMIL, nella sua veste di rappresentante degli invalidi del lavoro all’interno del Consiglio stesso.

L’accordo prevede la possibilità per Regioni e INAIL di stipulare apposite convenzioni per l’erogazione agli infortunati e tecnopatici, con oneri a carico dell’Istituto, delle prime cure ambulatoriali, con i correlati accertamenti diagnostici e prestazioni specialistiche, e delle prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa non ospedaliera, anche in regime residenziale. L’erogazione di tali prestazioni da parte dell’INAIL nelle strutture già attivate e in quelle che l’Istituto intenderà attivare è subordinata all’autorizzazione e all’accreditamento in base alla normativa vigente.

È inoltre prevista la possibilità per l’INAIL, d’intesa con la Regione interessata e mediante l’utilizzo di servizi pubblici o privati, di erogare altresì le prestazioni sanitarie integrative necessarie al recupero dell’integrità psico-fisica dei lavoratori, anche al fine del loro reinserimento socio-lavorativo.

Il documento consente inoltre alle Regioni di elaborare convenzioni con l’INAIL per l’erogazione di prestazioni sanitarie incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza, a favore degli assistiti del Servizio Sanitario Nazionale per conto e a carico dello stesso.

Le Regioni e l’INAIL possono inoltre stipulare protocolli d’intesa per l’attivazione di forme stabili di collaborazione in alcuni ambiti di attività:

  • Progetti di ricerca scientifica e tecnologica in ambito protesico, della riabilitazione e del reinserimento lavorativo;
  • Percorsi di reinserimento sociale e lavorativo;
  • Iniziative di promozione della pratica sportiva per le persone con disabilità;
  • Iniziative di comunicazione;
  • Progetti formativi in ambito protesico, riabilitativo e di reinserimento sociale e lavorativo.

A partire dallo scorso febbraio l’Istituto ha iniziato a sottoscrivere protocolli con le singole Regioni diretti al recepimento dell’Accordo quadro e all’applicazione della nuova disciplina sul territorio. Il primo documento attuativo ha interessato la Regione Emilia Romagna, particolarmente coinvolta nel processo di evoluzione in quanto in essa opera il Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio, una struttura di riconosciuta eccellenza la cui attività si articola in un’ampia gamma di servizi, dalla progettazione delle protesi, alla formazione per il loro utilizzo, al sostegno psicologico del lavoratore infortunato.

A seguire, analoghe intese sono state raggiunte in Liguria, Umbria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle D’Aosta, Molise e Lazio. In particolare, il Protocollo sottoscritto con la Regione Lazio prevede il trasferimento della filiale di Roma del Centro Protesi di Vigorso di Budrio presso il Centro Traumatologico Ortopedico A. Alesini (CTO), che andrà a costituire un polo sanitario integrato finalizzato alla più efficace erogazione delle prestazioni in favore della collettività, per la cura e l’assistenza protesica dei soggetti traumatizzati. Sarà una ulteriore convenzione, di durata ventennale, a regolare i dettagli dell’intesa.

Ora si resta in attesa che le Regioni ancora mancanti recepiscano in tempi brevi l’accordo quadro, che costituisce un passo avanti nel completamento del processo di presa in carico globale del lavoratore infortunato che l’ANMIL ha auspicato per molto tempo.