I Vostri Quesiti


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Data: 19/05/2017 - Categoria: Legge 104/1992
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Domanda:

Buongiorno,

mio padre ha 90 anni e tre anni fa dopo visita ASL gli venivano riconosciuti i benefici di cui alla legge 104 art, 3 comma 3.
Dopo la visita la sua salute è peggiorata e dopo la rottura del femore, non operato, ora è allettato con piaghe da decubito.
A marzo è stato convocato a visita di verifica da parte dell'INPS, visita effettuata a domicilio. Ora ha ricevuto il verbale della visita
e dalla lettura del verbale è stata fotografata la sua situazione di salute, ma non sono stati confermati i benefici di cui all'art. 3 comma 3 della
legge 104/92, ma solo del comma 1.
Chieste spiegazioni, ho ricevuto come risposta che "il riconoscimento è mirato per il reinserimento socio lavorativo", pertanto mio padre non ha diritto al comma 3. Cosa posso fare? Grazie
 








Data: 26/04/2017 - Categoria: Tassabilità
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Domanda:

Buongiorno,
con l'imminente stagione per la dichiarazione dei redditi e girovagando sul sito dell'Agenzia delle entrate mi sono imbattuto in una "Guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità" del gennaio 2017.
Tra queste agevolazioni vi è anche la possibilità di dedurre le spese sanitarie. Non si tratta quindi della normale detrazione con l'aliquota del 19% ma della possibilità di dedurre dal reddito imponibile l'intera somma sostenuta per tali spese.
La condizione per poter usufruire del beneficio è essere "disabile" in senso generale, indipendentemente dalla percezione dell'assegno di accompagnamento.
La circolare chiarisce che la legge considera disabile la persona "che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione"
In merito alla documentazione da presentare e alla dimostrazione dello stato di disabilità, la stessa circolare  chiarisce che sono considerati disabili, oltre alle persone che hanno ottenuto le attestazioni dalla Commissione medica istituita ai sensi della legge 104/92, anche coloro che sono stati ritenuti "invalidi" da altre commissioni mediche pubbliche incaricate per il riconoscimento dell'invalidità civile, di lavoro, di guerra, et..

La mia domanda è proprio questa: l'attestazione del grado di menomazione dell'Inail e l'applicazione dei relativi coefficienti per determinare il grado di menomazione e quindi l'entità della rendita, può essere considerata bastevole per godere del beneficio di cui sopra?

Il mio grado di invalidità è del 27% e pertanto con un coefficiente dello 0,6.

Se così fosse, per spese mediche generiche si intendono tutte le spese sanitarie anche non direttamente ricollegabili alla menomazione?

Grazie


Data: 18/04/2017 - Categoria: Previdenza-Ammortizzatori speciali
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Domanda:

Buonasera, sono un'impiegata comunale, invalida del lavoro, la quale ha avuto tre infortuni sul lavoro.
Il primo infortunio nel 1975 rispetto al quale mi è stato riconosciuto un grado di invalidità del 40%.
Il secondo nel 2010 e il terzo nel 2016 valutati complessivamente con un grado di invalidità del 38%.
Recentemente ho inoltrato tramite Patronato ANMIL la richiesta di invalidità civile per la richiesta di pensionamento anticipato con l’ APE. Specifico che ho 60 anni e quasi 33 di servizio.
Vorrei sapere se nella valutazione si terrà conto anche della percentuali che mi sono state riconosciute dall’INAIL pur con un’altra valutazione.
Se ciò non fosse possibile vorrei sapere se posso chiedere all’INAIL di rivalutare con il nuovo criterio l’infortunio del 1975 in modo da poterlo sommare con gli altri. Grazie 






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