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Secondo l’indagine Doxa 19 milioni di italiani si affidano quotidianamente ai familiari per essere assistiti >>
 
Data: 20/04/2017
 

In una recente indagine diffusa da Doxa - la prima società indipendente di ricerca e analisi di mercato in Italia, nata nel 1946 - 19 milioni di persone si affidano alla cosiddetta “sandwich generation”, ossia, quella fetta di popolazione che nel pieno dell’attività lavorativa deve occuparsi anche dei propri figli e di genitori o parenti che sempre più richiedono supporto nella vita di tutti i giorni.

Inoltre, secondo un’altra recente indagine multiscopo dell’ISTAT si tratta di oltre 15 milioni di individui, principalmente donne, in età compresa tra 45 e 55 anni.

La ricerca - commissionata dall’azienda Easy Life con il fine di affinare i servizi sviluppati per l’innovativa piattaforma digitale “famil.care”, che permette al “care giver” (letteralmente la persona che dona cura e affetto) di proteggere i propri cari anche a distanza, accompagnandoli nella quotidianità e assistendoli nell’emergenza  - si è concentrata su un campione composto per metà da chi ha almeno un junior (7-15 anni) e per l’altra metà da chi ha almeno un senior (over 65), ed è stata replicata in Francia, Inghilterra e Germania per identificare le peculiarità di ogni cultura e i tratti comuni di approccio.

In Italia il 74% de campione intervistato si prende cura di almeno un senior, e tra questi è la mamma la persone più curata (51% dei casi), seguita dal padre (27%) e dai suoceri. Il contatto telefonico giornaliero risulta essere una pratica tutta italiana. In Italia, infatti, si ha un contatto costante con i senior: di persona (35% tutti i giorni) o al telefono (69% tutti i giorni) con una preponderanza di donne. Sopra la media rispetto agli altri paesi con il 77% anche per la vicinanza (meno di 10 minuti).  

D’altra parte, il mobile che potrebbe essere un mezzo di comunicazione versatile e particolarmente efficace ha ancora forti ed importanti barriere.

Nel caso dei Junior, infatti, i genitori italiani mostrano maggiori timori rispetto ai colleghi europei intervistati. Ne consegue una maggiore presenza di limitazioni imposte da un genitore italiano su 2 cui si contrappongono i tedeschi dove le limitazioni sono presenti solo in 1 famiglia su 3.

Per approfondire:

 

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