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Infortuni lavoro - Bettoni (ANMIL): "La consapevolezza del Ministro Di Maio della gravità del fenomeno infortunistico e il rilancio di un'azione decisa che parta dal ruolo delle Asl è un'ottima partenza" >>
 
Data: 28/06/2018
 

“Non possiamo che esprimere pieno compiacimento per l’attenzione e le parole espresse dal Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio nel corso dell’odierna informativa tenuta al Parlamento nell’Aula del Senato, all’indomani della presentazione della Relazione annuale INAIL 2017, in cui è tornato a parlare di infortuni sul lavoro ribadendo la sua forte preoccupazione di fronte alla gravità del fenomeno, ricordando gli oltre 300 lavoratori che hanno perso la vita dall’inizio del 2018”, dichiara il Presidente nazionale ANMIL Franco Bettoni che lo ha salutato proprio ieri al termine della presentazione.

“Un bollettino di guerra”, lo ha definito il Ministro, “che prosegue dal 2017, nel corso del quale sono stati denunciati all’INAIL 635.433 incidenti, in linea con quanto rilevato anche nel 2016”.

“Ma ancor più Di Maio ha toccato le nostre corde – aggiunge Bettoni – quando ha espresso profondo cordoglio per le vittime del lavoro e le loro famiglie, sottolineando come i lavoratori continuino a ‘cadere come soldati su un campo di battaglia’, restituendo così dignità a quegli incidenti che, nella migliore delle ipotesi, conquistano poche righe nelle pagine della cronaca locale”.

“E se il Ministro, nonché vicepremier, tornando sui dati sugli infortuni diffusi ieri dall'INAIL ha parlato di numeri ‘devastanti, con una media di due morti ogni giorno’, aggiungendo inoltre che ‘purtroppo il dato reale potrebbe essere addirittura più alto’ – sottolinea il Presidente dell’ANMIL – abbiamo avuto il segnale che, finalmente, l’interesse verso questo tema sta andando nel verso giusto. E le premesse per ritornare ad accendere i riflettori mediatici, sociali e istituzionali sono confermate anche dalle ulteriori dichiarazioni del Ministro sulla necessità di una più attenta ‘applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, svolta prioritariamente dai servizi ispettivi delle Asl competenti sul territorio’, ma che ‘bisogna mettere nelle condizioni di fare tutti i controlli con i mezzi adeguati’.

“La consapevolezza del Ministro di quali siano i nodi più critici che – puntualizza il Presidente dell’ANMIL - sono gli stessi che da tempo vengono fatti rilevare dalla nostra Associazione, e sua la concretezza nel parlare di potenziamento di tali organi ispettivi ‘incrementandone le competenze attraverso l'emanazione di un atto di alta amministrazione a legislazione vigente, ma da accompagnare necessariamente con un aumento del numero delle unità, oggi insufficiente’, ci fa riflettere sui passi che verranno finalmente intrapresi a dieci anni dall’emanazione del Decreto 81, la cui opera è rimasta incompleta a causa della mancata firma di una ventina di decreti attuativi”.

“Nel solo 2017 gli infortuni sul lavoro hanno causato oltre 11 milioni di giornate lavorative perdute e anche per questo – prosegue Bettoni – non possiamo che sottoscrivere le parole del Ministro sulla necessità di intervenire prima di tutto sullo sviluppo di una vera cultura della prevenzione, quella cultura che da sempre andiamo promuovendo a partire dai primi banchi di scuole, e che si può raggiungere solo con azioni concrete e continue di informazione, formazione e sensibilizzazione, ma che merita anche di valorizzare quelle realtà aziendali che investono in sicurezza e riservano alla tutela dei propri dipendenti la stessa attenzione verso il profitto e la crescita economica”.

“Ci auguriamo che da ora si lavori effettivamente per realizzare questi propositi - conclude Bettoni - e che a tutti i livelli di responsabilità si collabori affinché le tragedie quotidiane di cui la nostra Associazione è emblema per eccellenza, smettano di provocare drammi familiari di cui si ignora la gravità”.

 

 

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