IL COMMENTO DI LUCE TOMMASI


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COMPIE DUE ANNI RADIO ITALIA ANNI 60, MEDIA PARTNER DEL DISABILITY PRIDE. MUSICA E TALK NEL PALINSESTO DELL'EMITTENTE CHE STRIZZA L'OCCHIO AL SOCIALE

 

Frequenza 100.5, indirizzo Via degli Scialoja 19 Roma, ascoltatori 40.000, segni particolari amore per la musica e solidarietà. Questa la carta d'identità di Radio Italia Anni 60. Ne parla con grande entusiasmo il direttore Patrizio Polifroni, che ha ereditato dal padre Alberto la passione per l'arte di comunicare. C'è una intera famiglia a muovere  i fili di questa emittente, che viaggia in parallelo ad un'agenzia di moda e spettacolo, Alpa, che non a caso porta le iniziali di tutti i componenti del gruppo. Ma adesso  è soprattutto lui, Patrizio, quarantenne, giornalista e amante della musica italiana, a tenere ben saldo il timone di Radio Italia Anni 60, con il supporto della moglie Giada. Una trentina gli speaker che si alternano ai microfoni, accesi dalle 9 del mattino alle 10 di sera, ma già si parla di estendere lo spazio dalle 7 a mezzanotte, a partire dal prossimo anno. 

 

- Come è nata la vostra radio?

È un brand nazionale che ha circa 30 anni e che nasce da una costola di Radio Italia Solo Musica Italiana, fondata da Mario Volanti, che ne è tutt'ora presidente. Per quanto ci riguarda, siamo proprietari della frequenza 100.5 dal 1998 e ci si siamo uniti a Radio Italia Anni 60 da due anni, anche grazie alla fiducia che ci è stata data dal responsabile nazionale Alessandro Raffaelli. Con lui è nato subito un forte legame al punto che è stato il mio testimone di nozze. Tra pochi giorni, il 21 giugno, festeggeremo il secondo compleanno della radio. Tutto è nato dalla passione di mio padre, che faceva trasmissioni televisive e che ha deciso di comprare la frequenza, su cui anche oggi trasmettiamo. Lui è però rimasto più legato alla TV, mentre a me piace soprattutto la radio. 

- Qual è la vostra mission?

Facciamo musica e talk su argomenti di attualità, non solo del mondo dello spettacolo, ma anche del panorama sociale e politico. Il nostro obiettivo è di aumentare sempre di più gli ascolti a livello regionale. Ora siamo presenti a Roma e provincia, ma vogliamo allargarci anche in altre regioni. Siamo partiti con 11.000 follower e oggi ne abbiamo quattro volte di più. Il nostro obiettivo è di arrivare, entro due anni, a 100.000 ascolti giornalieri.  

- Nei palinsesti quanto ritenete importante lo spazio musicale rispetto a trasmissioni che interagiscono con il pubblico sui temi che voi lanciate? 

Per una radio come la nostra la musica è fondamentale. Noi abbracciamo tutti i generi musicali italiani, dagli anni 60 con Modugno ai tempi nostri con Rovazzi. Ma anche spettacolo e cinema occupano un posto centrale nella nostra programmazione. Tra i big che abbiamo recentemente ospitato nei nostri studi, ci sono Luca Zingaretti, Carlo Verdone, Gabriel Garko, Marcella Bella, Valerio Scanu. Ma un punto centrale del nostro impegno è sicuramente l'attenzione per il sociale. Nei nostri talk siamo vicini alle associazioni e ai radioascoltatori che ci chiedono di aiutarli a superare i loro problemi. Penso, per fare un esempio, a tante famiglie che, lo scorso inverno, sono rimaste senza riscaldamento. Il prossimo 15 luglio saremo poi a fianco dell'ANMIL in occasione del Disability Pride, una giornata a cui teniamo tantissimo.  

- Anche l'ANMIL ha già avuto modo di godere della vostra ospitalità in occasione della visita del presidente della Fondazione "Sosteniamoli subito", Bruno Galvani. Lavorare in uno spazio senza barriere architettoniche è un caso o una scelta? 

Quando abbiamo visto lo spazio, che si trova in via degli Scialoja, era già strutturato così, senza barriere e con un un bagno per disabili. Ci è subito piaciuto e lo abbiamo scelto. 

- Quanto ritenete importante il tema delle barriere culturali e sociali e quanto una radio può aiutare ad abbatterle? 

Sicuramente parlandone, analizzando i problemi e coinvolgendo anche persone come il vostro Galvani per farle interagire con le Istituzioni. Insomma possiamo costituire un tramite per eliminare le barriere. Ma siamo attenti anche fuori dal nostro spazio, a cominciare dai marciapiedi. Ci è capitato spesso di chiedere alle persone di spostarsi per fare passare le carrozzine di bambini e disabili.

- La radio è sicuramente uno dei media più inclusivi perché mette tutti sullo stesso piano. Non mostra, ad esempio, il colore della pelle e, pur essendo figlia di Guglielmo Marconi, resta un mezzo di comunicazione veloce e moderno. Ma continui  lei 

Basta dire che, dentro ogni automobile, c'è una radio. L'FM non morirà, anche se sta prendendo piede il DAB (Digital Audio Broadcasting). Una volta la radio era soltanto una voce, ma ora si è persa questa magia. Anche noi abbiamo il nostro canale Web TV. Aggiungo che adesso anche tanti volti noti della TV vogliono fare radio, come Marta Flavi, per fare solo un esempio. Penso che la televisione, con l'arrivo del digitale terrestre, abbia perso molti ascolti perché non è sempre facile trovare il canale prescelto. 

- La radio resiste nell'era dei social anche nel rapporto con il mondo dei giovani?  

Sono tanti i giovani che si avvicinano alla radio e posso dire che li trovo molto preparati. I ragazzi di oggi non parlano soltanto di calcio, ma anche di politica e di sociale. Molti ventenni chiedono di impegnarsi pure nella beneficienza e vogliono essere coinvolti nella  nostra radio non solo come ascoltatori, ma desiderano entrare a farne parte. Non a caso sono quasi tutti giovani gli speaker che si alternano davanti ai nostri microfoni. Tra le poche eccezioni, c'è Maurizio Martinelli, direttore artistico della radio e grande musicista. 

- Come fare radio all'epoca dei social? 

Uniamo i social alla radio e, tramite i social, è possibile ascoltare la nostra emittente. Attraverso i social organizziamo anche dei giochi e dei contest. Ora stiamo facendone uno ad eliminazione sugli anni 60 per proclamare il cantate più amato. Ancora non si conosce il vincitore perché siamo arrivati soltanto ai quarti di finale. Posso dire che Al Bano ha stracciato Mina, Lucio Battisti ha battuto Domenico Modugno e che ci sono due testa a testa tra Gianni Morandi e Patty Pravo e tra Rita Pavone e Little Tony. 

- È stata la cantautrice Mariella Nava a fare incontrare l'ANMIL, di cui è testimonial, con Radio Italia Anni 60, partendo dalla convinzione che la musica è portatrice di valori trasversali alle generazioni. Le canzoni di quegli anni sono ancora attuali per i giovani di oggi? 

Assistiamo ad un fenomeno molto interessante, perché i giovani, anche i giovanissimi,  cantano gli anni 60 sin da bambini insieme ai loro genitori. I protagonisti di quella generazione sono intramontabili, come i classici della letteratura. Oggi non sempre è così. Fedez e J-Ax, per citare due nomi di grido, sono seguiti dai giovani, ma non dagli adulti. 

- Avete progetti in cantiere?

Il progetto più importante è quello con l'ANMIL per il prossimo 15 luglio: il Disability Pride. Sin da ora ci impegniamo a dare risalto all'iniziativa nei nostri programmi. Ci sarà anche lei?

 

 

Pubblicato il 16 giugno 2018