IL COMMENTO DI LUCE TOMMASI


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MODA E DESIGN. SARANNO GLI STUDENTI A REALIZZARE NUOVE LINEE PER LE DONNE CON DISABILITÀ. UNA SFIDA CHE L'ANMIL HA LANCIATO DA NAPOLI ALLE AZIENDE ITALIANE E AI CREATORI DI MODA. IN PRIMA LINEA SONIA PALMERI, LA COMPONENTE DELLA CONSULTA NAZIONALE PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

 

 

Sfilano ragazze e ragazzi dell'Istituto Scolastico "Isabella d'Este Caracciolo" di Napoli con i vestiti disegnati e cuciti sui banchi di scuola. Bellissime le creazioni, bellissimi loro. È il giorno della presentazione del 1° Concorso nazionale ANMIL "Moda, design e disabilità: uno stile unico per ogni donna", promosso per richiamare l'attenzione sul mondo del lavoro femminile, sul fenomeno infortunistico e sulle tutele previste per le donne che si ritrovano con un handicap a causa dell'attività lavorativa, ma non solo. In prima fila, durante la presentazione delle creazioni dei ragazzi, c'è Sonia Palmeri, Assessore al Lavoro della Regione Campania nonché componente della Consulta Nazionale per l’Integrazione in Ambiente di lavoro delle persone con disabilità. Un organismo di nuovo conio, istituito con decreto nel febbraio scorso dal ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia. Tra gli applausi tributati dal pubblico ai giovani stilisti, mi avvicino all'Assessore per raccogliere pensieri ed emozioni. 

 

- Come sta operando la nuova Consulta Nazionale?  

Abbiamo già fatto una prima riunione in cui il tavolo si è insediato. E già in occasione di questo incontro è stato molto interessante cogliere come sia l'INAIL che tutti gli altri componenti, dalle associazioni alle organizzazioni sindacali, si siano mostrati sensibili al tema della disabilità e abbiano espresso voglia di collaborare. Per quanto mi riguarda, ho sicuramente una grande responsabilità perché rappresento tutte le regioni d'Italia e le province autonome di Trento e Bolzano. ll mio compito sarà innanzitutto quello di arricchire e di adeguare al 2018 una legge fondamentale, la numero 68 del 1999, che necessita di miglioramenti legati al mutamento delle condizioni di vita e di lavoro. 

- Quanta strada resta ancora da fare per arrivare ad una integrazione reale delle persone con disabilità? Occorre partire da un cambiamento culturale? 

Sicuramente un adeguamento culturale non può mancare. Ed è proprio questa la base del cambiamento per cui partiamo dalle scuole. Approfittando della legge sull'alternanza scuola-lavoro, stiamo insegnando agli studenti il valore della persona e, di conseguenza, della prevenzione e della salute nei luoghi di lavoro. A tale scopo stiamo promuovendo anche dei piccoli bandi di concorso, che rappresentano delle opportunità per diffondere questa cultura, non solo a scuola, ma anche a casa. Per noi è fondamentale destinare qualche risorsa che possa catalizzare l'attenzione di molti, estendendo il concetto della sicurezza anche all'interno delle famiglie. Pertanto non solo i giovani, ma anche i papà e le mamme, spesso dedite alle faccende domestiche, possono imparare dai figli. 

 

- Dunque la cultura della sicurezza prima di tutto e per tutti? 

Diciamo che la sensibilizzazione non è mai abbastanza e va praticata continuamente.  Per noi l'obiettivo fondamentale è di riuscire ad avere domani una nuova generazione, che è quella che stiamo formando oggi, che abbracci il concetto della sicurezza e pensi alla salvaguardia della propria vita. Il messaggio che vogliamo trasferire ai giovani è di inserirsi in un percorso lavorativo, senza sentirsi gli eroi della giornata, ma essendo consapevoli di tutelare innanzitutto se stessi ed il proprio nucleo familiare.

 

- Come Assessore al Lavoro della Regione Campania, in che modo riesce a trasferire le linee del tavolo nazionale sul piano locale?  

Come assessore, avendo anche la delega al Personale - che riguarda circa 5000 dipendenti - ho ritenuto importante formare pure i dipendenti dei piccoli comuni della regione Campania, nonostante siano autonomie a se stanti. In pratica, poiché la Regione Campania dispone dell'Ufficio del Datore di Lavoro con formatori all'avanguardia, ho voluto mettere a disposizione dei comuni al di sotto dei 5000 abitanti (oltre 300 su 551 municipi campani) la possibilità di formare gratuitamente il personale per ottemperare alle norme di legge. 

 

- Come Assessore e come donna, quante e quali difficoltà pensa abbia una donna infortunata sul lavoro a riprendere in mano la propria vita?

Qui andiamo a toccare uno di quei temi, molto delicati, che sono appannaggio della femminilità: la necessità che ogni donna si senta prima di tutto a suo agio con se stessa. Di conseguenza è fondamentale disporre anche di una linea di moda e di design che valorizzi le caratteristiche di una donna infortunata e non la faccia sentire mutilata. Lo si può fare, così come si è fatto per alcune categorie, a cominciare dagli sportivi. E allora avanti anche con il prêt-à-porter e con l'alta moda. 

 

- Lei ha risposto immediatamente all'appello dell'ANMIL di lanciare questo concorso per le scuole. Ripone dunque grande fiducia negli stilisti in erba?

Penso che i giovani siano maggiormente in grado di sviluppare quelle accortezze che sono necessarie quando un infortunio sul lavoro colpisce una donna. È un percorso fattibile e per questo ci rivolgiamo innanzitutto ai giovani stilisti, sicuramente dotati di un quid in più, di quella apertura e di quella immaginazione che sono necessari per trasformare un fatto negativo in qualcosa di positivo. 

 

- Associazionismo, scuola, istituzioni. Pensa che questa sinergia possa essere il punto di partenza per formare i giovani e diffondere tra loro una nuova cultura della sicurezza?

Sicuramente. Penso che la cultura si formi proprio creando una rete fra tutti gli attori, in modo che ciascuno faccia la propria parte. Grazie alla condivisione di pensieri e obiettivi si può contribuire a costruire quello zoccolo duro che deve diventare patrimonio delle giovani leve. Lo dico non solo da assessore, ma anche da mamma. E ripeto che la cultura della sicurezza deve essere quotidianamente insegnata ai giovani per prepararli a diventare vere donne e veri uomini di domani.

 

- La Regione si attiverà per far sì che le aziende del territorio campano raccolgano questa proposta che parte dalla scuola, ma vuole estendersi a tutto l'ambito sociale?

Sì, ci attiveremo anche da questo punto di vista perché saranno proprio le aziende del settore tessile ad avere in mano il nocciolo della questione e cioè il passaggio da un cartamodello alla realizzazione di una linea di moda per le donne con disabilità. Finalmente vedremo nei fatti la volontà di adesione al progetto. 

 

- Qual è la sua idea di bellezza? 

Penso che la bellezza sia lo specchio dell'anima. Non si vede facilmente. Ma se riusciremo a coltivare quotidianamente valori forti e ad immetterli nella società, credo che avremo fatto veramente tanto. È questo il vero patrimonio che ciascuno di noi può lasciare e con cui può contribuire a migliorare il mondo in cui vive. Altrimenti non vedo il senso del passaggio su questa terra. 

 

- Può inviare un messaggio a tutte le donne infortunate che ancora non sono riuscite a ritrovare se stesse?

Noi donne abbiamo coraggio e risorse sconosciute. Bisogna attingere a questi valori e così ciascuna di noi potrà trovare la propria strada. Di questo sono assolutamente convinta. Dunque avanti con ancora maggiore forza. Insieme. 

 

 

Pubblicato il 18 maggio 2018