IL COMMENTO DI LUCE TOMMASI


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SCUOLE IN SICUREZZA. INSIEME ANMIL E LICEO CLASSICO "GIULIO CESARE" DI ROMA NELLA GIORNATA NAZIONALE DEL 22 NOVEMBRE. INTERVISTA ALLA DIRIGENTE PAOLA SENESI

 

Conto alla rovescia per la Giornata nazionale per la Sicurezza nelle Scuole, che si svolgerà in tutta Italia il 22 novembre, su iniziativa della Buona Scuola. Lo scopo? Sensibilizzare gli studenti degli istituti di ogni ordine e grado sui temi della sicurezza nell'edilizia scolastica, della prevenzione dei rischi e della sostenibilità. In programma nelle scuole, attività didattiche, momenti di confronto che si dovranno tenere - come ha detto la Ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli - in collaborazione con il territorio.
La data del 22 novembre è stata dedicata, con decreto ministeriale, in memoria della tragica morte dello studente diciassettenne Vito Scafidi, che nel 2008 ha perso la vita per il crollo di un soffitto avvenuto nel Liceo Scientifico Darwin di Rivoli, nel torinese.
Anche l'ANMIL sarà in prima fila nelle scuole italiane - in collaborazione con il MIUR - con i suoi infortunati sul lavoro, sicuramente i testimoni più attendibili per spiegare agli studenti l'importanza della prevenzione. Uno degli eventi seguiti dall'Associazione, a Roma, nel Liceo Classico più grande d'Italia, il "Giulio Cesare", dove fervono i preparativi di docenti ed allievi e ce ne parla la Dirigente Paola Senesi. 

 

- Quale sarà il programma del "Giulio Cesare" il 22 novembre? Sono previste attività didattiche mirate? 

Abbiamo organizzato una giornata in cui coinvolgeremo anche altre scuole del territorio perché il Liceo Classico "Giulio Cesare" è capofila della Rete territoriale di "Ambito 2". Come Rete abbiamo pensato di promuovere un progetto sulla sicurezza a lungo termine, che durerà tutto l'anno scolastico. In particolare, per la giornata del 22 novembre, abbiamo previsto alcune iniziative in cui affronteremo il tema della sicurezza, così come come può essere inserito nel curricolo ordinario dei ragazzi, partendo dal presupposto che ci sono argomenti che si possono approfondire durante i regolari programmi. Saranno dunque gli stessi ragazzi del Liceo e degli altri Istituti partecipanti a presentare il lavoro svolto in classe agli alunni delle Medie. Voglio ricordare in proposito che il progetto inizia dalla Scuola Primaria e arriva sino alle Secondaria di secondo grado e comprende anche il tema dell'alternanza scuola-lavoro. Sempre in occasione della Giornata nazionale per la Sicurezza, pensiamo di utilizzare un Blog che l'ANMIL metterà a disposizione per inserire, su una piattaforma comune, i lavori di ogni scuola. Tra questi, potranno essere presentate anche le prove per la sicurezza e il piano di esodo. In due parole, didattica e gestione della sicurezza in caso di emergenza. A questo proposito, contiamo sul fatto che l'ANMIL possa mettere a disposizione i suoi esperti, in particolare sul tema dell'amianto e del radon, oltre che della sicurezza nel mondo, che i ragazzi stanno sviluppando durante le lezioni. Abbiamo previsto anche la visione del docufilm sul Tour per la Sicurezza del Lavoro "Qualcosa cambierà". Partecipano otto scuole romane: oltre al Liceo "Giulio Cesare", il Liceo "Lucrezio Caro", gli Istituti di Istruzione Superiore "Croce Aleramo", "Montessori" e "Von Neumann", gli Istituti Comprensivi "Falcone Borsellino", "Via Sebenico" e "Via Micheli".

 


- Come si stanno preparando i suoi studenti a questa giornata? È la prima volta che partecipano?
L'anno scorso hanno partecipato altre scuole della Rete territoriale, ma per il "Giulio Cesare" è la prima volta. Nella Rete sono dunque già maturate, nel 2016, alcune esperienze. Per esempio, all'Istituto di Istruzione Superiore "Giosuè Carducci", che ho diretto, è stato creato un progetto di formazione e di informazione sulla sicurezza, in collaborazione con la rivista Tuttoscuola e il Gruppo F.M. di Fiano Romano, che offre consulenza tecnica per la sicurezza nei luoghi di
lavoro. Un progetto innovativo che è stato pubblicato, tra quelli più significativi, anche sul sito dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e che ha 

affiancato la formazione cosiddetta "in presenza" all'attività telematica.

 


- Secondo lei, oggi c'è  una sufficiente cultura della sicurezza nella scuola? I ragazzi sono consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri?
Secondo me la percezione è positiva. I ragazzi sono più sensibili a questi temi rispetto a noi adulti, che diamo per scontate molte cose. Loro sono più aperti a raccogliere suggerimenti ed emozioni e a sviluppare apprendimenti utili, per il cittadino di oggi e di domani, sul rispetto della sicurezza sul lavoro, e non solo, cioè sul loro stile di vita in generale.

 


- L'articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo sancisce che "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona". Crede che la situazione degli edifici scolastici - per tornare allo spirito della Giornata nazionale per la Sicurezza nelle Scuole - debba essere una priorità del vostro impegno?
Purtroppo non tutte le scuole hanno standard di sicurezza che consentano di effettuare l'apprendimento nel modo in cui dovrebbe essere svolto. Ci sono situazioni oggettivamente difficili. Devo dire che il Ministero dell'Istruzione sta investendo parecchio e occorre dunque sostenere questo impegno con specifici finanziamenti anche sul piano della formazione del personale, che è collegato ad uno dei nostri obblighi di dirigenti scolastici. Sotto il profilo della sicurezza delle strutture, dovrebbe essere l'Ente locale ad intervenire nella programmazione e realizzazione degli interventi, non solo in occasione delle emergenze, ma in modo pianificato.

 

- Il 10 ottobre scorso la sua scuola ha ospitato, alla presenza della Ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli, la firma del Protocollo d'intesa fra il MIUR
e l'ANMIL per portare la sicurezza sul lavoro nelle scuole. Che cosa rappresenta questo documento per docenti ed allievi nella vita quotidiana della scuola?

Devo dire che è stato un momento molto significativo per la nostra comunità scolastica, che è composta non solo dal Liceo, ma anche da altre realtà, come l'Associazione ex alunni, il Bibliopoint, l'Associazione dei Genitori e altre ancora. È stato dunque importante, rispetto a tutte queste componenti, decidere di dare vita ad una iniziativa progettuale, sotto il profilo didattico, da sviluppare all'interno dell'attività che si svolge nelle scuole. E poi ci sono altre situazioni di apprendimento che possono essere create, non solo nell'ambito delle discipline scientifiche. Stiamo avviando, ad esempio, un lavoro su "Cittadinanza e Costituzione": un impegno su questo curricolo che possiamo chiamare di "ricerca-azione". Si tratta di una metodologia che parte da un'ipotesi di lavoro che si sviluppa attraverso l'attività didattica, anche pratica, per poi raccogliere i frutti dell'esperienza e rivedere gli aspetti teorici. In sintesi: dalla teoria alla pratica e dalla pratica alla teoria. La finalità è quella di arrivare a formare cittadini consapevoli e responsabili.

 

- Il Protocollo MIUR-ANMIL è arrivato sui banchi degli studenti? E qual è stata la loro reazione all'introduzione di questi temi?
Il Protocollo è stato ed è utilissimo per tutti coloro che intendono lavorare sulla prevenzione degli infortuni, ma anche per la diffusione della cultura della sicurezza. Una cultura che non è semplice diffondere nella scuola, anche se non è poi così lontana dai piani didattici e fa parte della formazione integrale della persona e deve essere introdotta a tutti i livelli. Abbiamo bisogno non solo di cervelli, ma di cervelli che possano esprimere i valori e le regole fondamentali della convivenza civile.

 

- Crede che l'alternanza scuola-lavoro, voluta dal MIUR, richieda più attenzione a questa tematica?

Sì, certamente. Il tema della sicurezza, come già previsto all'interno delle attività scuola-lavoro, diventa prioritario perché i ragazzi devono conoscere anche i loro doveri, non soltanto i loro diritti. E tra questi, c'è il dovere di contribuire allo sviluppo e al mantenimento della sicurezza. Le strutture non sono tutte perfette, comprese le aziende che accolgono gli studenti. Per questo motivo è necessario che i giovani conoscano i luoghi dove andranno a svolgere l'alternanza e quali sono le regole per la sicurezza al fine di preservare se stessi
e gli altri.

 

- Quanto sono importanti, per le giovani generazioni, le testimonianze dirette degli infortunati sul lavoro per aumentare la cultura della sicurezza, a cominciare dall'importanza della prevenzione?

Come ho detto, si tratta di testimonianze di fondamentale importanza. Per quanto riguarda in particolare il Liceo Classico "Giulio Cesare", nelle prime due classi, quelle del Ginnasio, sono stati fatti dai ragazzi approfondimenti sull'amianto e sul radon, che potranno essere utili anche per l'alternanza scuola-lavoro, nel triennio successivo, in cui lo studio teorico prenderà forme pratiche. Nello svolgimento delle attività didattiche, assume quindi un enorme valore la presenza di esperti, come gli infortunati dell'ANMIL, che hanno fatto esperienze dirette e provato di persona che cosa significa la sicurezza sul lavoro.

 

- Ritiene importante la sinergia fra tutti i soggetti, come MIUR, ANMIL, INAIL, che lavorano nel mondo e per il mondo della scuola?
Si tratta di un impegno che va assolutamente stimolato, non solo da parte della scuola, ma di tutti i soggetti che fanno  parte del territorio e del contesto sociale, a cominciare da coloro che hanno la responsabilità dei finanziamenti, come il MIUR, per arrivare a coloro che, come l'ANMIL e l'INAIL, hanno ruoli che possono favorire questo percorso.

 

- Le prossime iniziative in programma, sul tema della sicurezza, al Liceo Classico "Giulio Cesare"?
Continueremo a lavorare, dando vita ad attività volte allo sviluppo di una cultura della sicurezza. Speriamo anche di poter favorire la formazione dei docenti. Siamo erroneamente abituati a pensare che il problema della sicurezza sia lontano da noi, ma - come abbiamo potuto vedere in occasione dei recenti terremoti - le cose non stanno così. A volte possono infatti accadere situazioni di rischio impensabili: a me è capitato un incendio della scuola, dovuto ad una stupida bravata e fortunatamente il personale è stato sensibile e pronto ad intervenire in sinergia. Perché la responsabilità, di fronte agli alunni, è un problema, non solo di ciascun docente ma di tutto il personale anche amministrativo, tecnico e ausiliario.

 

Pubblicato il 18 novembre 2017