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Pubblicato dall'INAIL il Dossier Donne, focus sul fenomento infortunistico e tecnopatico riguardante le lavoratrici >>
 
Data: 13/03/2019
 

In occasione della ricorrenza internazionale dell’8 marzo, l’Istituto ha pubblicato la consueta analisi del fenomeno infortunistico e tecnopatico con focus sulle lavoratrici. Secondo quanto emerge dal Dossier Donne, la percentuale di rischio per una donna di rimanere coinvolta in un incidente in itinere, ossia nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il posto di lavoro risulta più elevata rispetto a quella dei colleghi uomini. La forbice aumenta se si considerano le denunce dei casi mortali: nel 2017 il 52,3% dei decessi è avvenuto in itinere mentre tra gli uomini la percentuale è del 24,2%. Tale tendenza, pari al 53% del totale (55 su 104), è confermata dai primi dati provvisori del 2018 pubblicati nella sezione Open Data del sito INAIL. Dall'analisi sulle caratteristiche di infortuni e malattie professionali condotta dalla Consulenza statistico attuariale dell'INAIL sui dati consolidati del 2017, e contenuta nel Dossier Donne, si evince che gli infortuni sul lavoro denunciati nel 2017 sono stati 231.067 (+0,3% rispetto al 2016), i casi mortali 111 (108 nel 2016), gli infortuni in itinere 52.823 (+4,0%), i casi mortali in itinere 58 (56 nel 2016), gli infortuni domestici 405 (-27,2%) e le malattie professionali denunciate 15.851 (-4,7%).
Nel periodo 2013-2017, secondo i dati INAIL, a fronte di un aumento dell'1,6% dell'occupazione femminile, le denunce delle lavoratrici sono passate da 245.252 a 231.067 (-5,8%), una diminuzione più contenuta rispetto a quella rilevata tra i lavoratori (-8,8%). Nello stesso quinquennio l'incidenza delle donne sul totale degli infortuni è salita dal 35,3% al 36,0%.
Le differenze di genere, si rileva nel Dossier, sono ancora più accentuate nelle denunce di infortunio con esito mortale, che per le lavoratrici sono state cinque in meno, dalle 116 del 2013 alle 111 del 2017 (-4,3%), mentre la diminuzione rilevata per i lavoratori nello stesso periodo è stata del 10%.
L'incremento piuttosto contenuto dei casi mortali femminili registrato nel quinquennio  è la sintesi di un andamento altalenante, a differenza dei casi maschili, in calo costante, con la sola eccezione del 2015.

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