2008 - Secondo Rapporto Donne (aggiornamento)


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Eventi legati alle donne
Concorso ANMIL Umbria 2007-2008
Concorso ANMIL Umbria 2006-2007

 

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Documenti:
- Infortuni mortali donne
- Infortuni mortali uomini
- Infortuni non mortali donne
- Infortuni non mortali uomini

 

  

Nel centenario della ricorrenza dedicata alle donne per ricordare la tragedia delle 129 lavoratrici che morirono nell’incendio sviluppatosi in una fabbrica a New York, anche l’ANMIL intende fare la propria parte per proseguire, attraverso questo appuntamento che ormai promuove da diversi anni, nell’impegno volto a sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni verso questioni che riguardano direttamente le donne ma che interessano tutta la società civile. Dunque per sottolineare il ruolo delle donne nel mondo del lavoro ma anche la loro condizione in ambito familiare e lavorativo all’indomani di un infortunio lavorativo di cui sono rimaste vittime, o in quanto vedove o madri di caduti sul lavoro hanno dovuto subire i danni di una normativa che non riconosce equamente i loro diritti, in numerose province, con eventi promossi dalle Sezioni ANMIL, è stato fatto il punto su come sia necessario il coinvolgimento di tutti per restituire la meritata dignità e la giusta attenzione alle loro problematiche.
Il lento miglioramento dei numeri dell'occupazione femminile nulla dice del disagio sociale in cui si inquadra la "crescita". Infatti, dal rapporto Eurispes 2006 sulla foto dell'Italia al femminile - fra traguardi raggiunti, stereotipi e contraddizioni - si rileva che la direzione di marcia fondamentalmente sia quella di "indietro tutta" considerando che il tasso di occupazione delle donne è pari nel nostro Paese al 45,1% contro il 57,8% in Francia, il 60,2% in Germania e il 72,8% in Danimarca, il tutto mentre il 40% degli uomini ritiene che “la cura della casa sia soprattutto compito del gentil sesso”!
Altro importante dato è quello riferito alla condizione della donna e le sue “due” occupazioni: lavoro e casa. La donna coprendo questo duplice ruolo deve divenire destinataria di misure di protezione e sicurezza su entrambi i fronti: sul posto di lavoro esterno, alla stregua della normativa di settore; nell'ambiente familiare in base alle normative di sicurezza rispetto agli infortuni domestici.
Di conseguenza il discorso sulla prevenzione si amplia e il contributo che l'ANMIL, come altri operatori sociali pubblici e privati, può fornire diventa essenziale.
Un ulteriore valore aggiunto che soggetti come l'ANMIL possono dare è nello sviluppo dei centri di sostegno psicologico e familiare, nella creazione di gruppi solidali, nello sviluppo di servizi di presa in carico di problemi complessi della famiglia da gestire anche in confronto con i soggetti pubblici responsabili di specifici interventi.
Iniziative di aiuto e sostegno devono essere portate avanti ed espressamente mirate a ridimensionare le condizioni di aggravamento dei rischi professionali di cui la donna che lavora dentro e fuori casa subisce le conseguenze. Ciò vale anche per i profili morali ed affettivi nonché per quelli immediatamente apprezzabili in modo concreto - e dei quali ci sentiamo legittimati ad interessarci – dell’attività lavorativa nella quale l'interessata è quotidianamente impegnata.
Infine sarà indispensabile cogliere le discriminazioni di genere delle donne infortunate sul lavoro - come lavoratrici e come invalide - per quello che realmente sono: superando la sindrome che tocca le donne di fronte alle discriminazioni sul posto di lavoro che parimenti si riproduce quando si tocca la condizione della donna invalida.
Il momento in cui appaiono più acute le contraddizioni del sistema è quello dell'infortunio da prevenire, ma anche da considerare con il suo carico di cure, riabilitazioni, menomazioni permanenti più o meno gravi.
E' proprio in questo momento che emerge chiaramente quanto e quale sia il ruolo determinante nella conduzione familiare della donna già impegnata sul fronte lavorativo. All'atto dell'infortunio, infatti, la donna dismette la duplice posizione lavorativa di cui abbiamo parlato per ridursi a malata, infortunata, disabile temporaneamente o non.


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